il giapponese cannibale

una storia vera

Archivio per giugno, 2011

Il mostro, in fin dei conti, siamo noi

Recensione del “Giapponese cannibale” su Cabaret Bisanzio, di Elisa Bolchi:

“Il romanzo breve, o racconto lungo che dir si voglia, ha un sapore d’altri tempi e d’altre terre. Un po’ perché in Italia si usa poco questa forma narrativa, cara invece a scrittori come Joyce o Conrad, un po’ perché oggi pochi editori sono disponibili a mettere in azione la macchina editoriale per un ridotto numero di pagine.
È invece una misura narrativa piacevole, che riesce a stare sospesa tra quella di più ampio respiro del romanzo e l’atmosfera diradata della poesia, ed è la forma che ha scelto Antonio Pagliaro – già autore del Sangue degli altri (Sironi) e dei Cani di via Lincoln (Laurana) – per il suo ultimo lavoro. Nel Giapponese cannibale scopriamo un Pagliaro tutto diverso da quello che abbiamo conosciuto nei romanzi. Qui il tono è meno carico di ironia, lo stile è più rarefatto. Mancano – e questo è un peccato – i suoi magnifici dialoghi, di cui questa piccola storia è quasi del tutto priva. Mancano i personaggi quasi caricaturali dei commissariati siciliani, ma resta il talento di Pagliaro nel descrivere la specie umana e gli orrori della società.
Issei, il giapponese protagonista, che forse qualcuno addirittura ricorda per il fatto di cronaca che Pagliaro qui trasforma in arte, è un personaggio che al tempo stesso ci fa tenerezza e ci incute timore. Lo sappiamo cannibale fin dalla copertina e questo ce lo rende una figura inquietante, ma Pagliaro ce lo presenta visto così da vicino che non riusciamo a non essere dalla sua parte, anche se sappiamo che non dovremmo. Le prime pagine sono infatti pervase di passionalità e amore, anche. Un amore distorto, malato, ma pur sempre amore. La parte più disgustosa della narrazione è invece, come spesso accade con Pagliaro, quella che ci dipinge la società. Anche le pagine più macabre non arrivano a suscitarci lo sdegno che invece ci sopraffà alla fine della narrazione quando è descritto lo sfruttamento che la società cieca e consumistica fa di un efferato fatto di cronaca nera e un conclamato disagio psichico che nessuno ha voluto ascoltare né tantomeno aiutare.

Il cannibalismo, che così bene identifica la società moderna, tanto incentrata su di sé ed impegnata ad autocelebrarsi da autofagocitarsi a più riprese come fosse un ruminante (si pensi solo all’infinito riciclo – tutt’altro che ecologico – dei vari prodotti dei reality show di cui è ormai invasa la tv), questo cannibalismo è qui esplicitato con toni insoliti, con una crudezza disarmante, che alla fine ci apre gli occhi e ci dice che il mostro, in fin dei conti, siamo noi”.

Antonio Pagliaro, “Il giapponese cannibale”, pp. 66, 5 euro, Senzapatria, 2011.

Giudizio: 5/5

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