il giapponese cannibale

una storia vera

Archivio per febbraio, 2011

L’atmosfera resta sospesa fra l’orrore della tragedia e un’accettazione quieta

Recensione del “Giapponese cannibale” sul sito The Writer’s Dream:

“Trama: Il libricino racconta una fatto di cronaca vera: la storia di Issei Sagawa, conosciuto come il giapponese cannibale, che uccise e mangiò una studentessa olandese a Parigi, nel 1981. Ma la follia non è solo nel crimine, Issei dopo un breve periodo di manicomio ritorna libero, scrive libri, partecipa a film porno, tiene rubriche di gastronomia (!).

Personaggi: Il protagonista è ovviamente Issei Sagawa, un complessato studente universitario a Parigi che da anni convive con il desiderio di mangiare una donna. Lo attirano in modo particolare le belle attrici occidentali dalla pelle candida e il resto è storia. Tratteggiato in modo essenziale e veritiero (basta leggere qualcuna delle diverse interviste rilasciate), Issei spunta fuori dal libro con il suo carattere educato e schivo e la perversione con cui convive.

Un bel racconto. Conoscere i fatti non toglie nulla al senso di macabro stupore. La personalità dei serial killer – anche se Issei tecnicamente non lo è avendo una sola vittima all’attivo – è una stortura che desta interesse. È difficile raccontare una storia del genere con equilibrio, ma Antonio Pagliaro fa bene il suo lavoro con una scrittura precisa, che mantiene la giusta distanza, senza indulgere nell’enfasi, muovendosi in un realismo che fa calare perfettamente nella vicenda. Non so perché leggendo mi è parso di sentire questa storia raccontata dal ticchettio di una vecchia macchina da scrivere, forse perché pur avendo uno stile veloce e scorrevole, l’atmosfera resta sospesa fra l’orrore della tragedia e un’accettazione quieta di ciò che Issei deve compiere. L’autore non giudica: lascia piccoli accenni al passato, descrive con tratti salienti l’ambiente in cui matura il delitto fino al dopo che ha dell’incredibile. Una storia del genere non ha bisogno di un lungo lavoro di fantasia per elaborare la fabula, basta attingere dalla cruda realtà, ma è ammirevole la struttura data al racconto, semplice eppure efficace. Consigliato.”

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